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Astrazeneca: sospensione di 48 ore per i donatori vaccinati

Astrazeneca: sospensione di 48 ore per i donatori vaccinati

La circolare emanata dal Centro nazionale sangue fa chiarezza su fasce d’età, modalità d’uso e come comportarsi una volta ricevuta la somministrazione
Il vaccino Astrazeneca sarà somministrato alle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni di età e, di conseguenza, ai potenziali donatori di sangue ed emocomponenti. La circolare emanata dal Centro nazionale sangue contribuisce a fare ulteriore chiarezza dopo quella dello scorso dicembre, spiegando quali sono le fasce della popolazione comprese e le modalità di utilizzo.
Come si legge nel documento, che rimanda alle indicazioni fornite dall’ECDC (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), i donatori che ricevono il vaccino Astrazeneca “possono essere accettati per la donazione di sangue ed emocomponenti dopo 48 ore da ciascun episodio vaccinale”. Il vaccino, come gli altri attualmente disponibili (Pfizer-BioNTech e Moderna), è un cosiddetto “non live”, cioè inserito nella categoria di quelli a base di virus inattivati e che quindi, non riproducendosi, evitano ulteriori infezioni. Nel caso di eventuali sintomi dopo la somministrazione, si legge nella circolare, le persone “possono essere accettate per la donazione di sangue ed emocomponenti dopo 7 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi stessi”.
Quattro settimane è invece il periodo che deve trascorrere per tornare ad essere accettati alla donazione se a un donatore viene somministrato un vaccino anti-Covid di cui manchino o non si riescano a reperire sufficienti informazioni. Stesso discorso per coloro che hanno ricevuto vaccini con virus attenuati (quelli cioè che utilizzano la tecnologia del vettore virale o virus vivi attenuati).
Infine, i donatori lungamente positivi al test per la ricerca del genoma virale su tampone naso-faringeo possono essere riammessi alla donazione solo a fronte dell’esito negativo del test: nel caso in cui le regioni non abbiano identificato appositi percorsi per garantire la negatività del test in parola, spetterà al servizio trasfusionale prescriverne l’effettuazione ai fini della riammissione del donatore.